Villa Boghi

"La Casetta", più comunemente oggi denominata "Villa Boghi", fu costruita all'inizio del Novecento su progetto dell'ingegner Giovanni Bonaventura Gerardi. Ne fu proprietario Luigi Gerardi (1828-1906); alla sua morte l'immobile passò alla figlia Sofia (1880-1943), coniugata con Antonio Boghi (1867-1931), industriale di Cantù innamorato di Limone. Nel corso della seconda guerra mondiale, la villa fu più volte requisita: nel settembre 1943 per insediarvi il Comando tedesco, nell'aprile 1944 - quando anche Limone fece parte del territorio della Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.) - per il tenente Bruno Ridarelli, nel maggio per ospitarvi, prima, il generale Tomaso Semadini, capo del servizio politico del Comando generale della Guardia Nazionale Repubblicana, poi il Ministro dell'educazione nazionale Carlo Albero Biggini. Il 26 agosto 1944 fu l'Officina X della FIAT, che aveva trasferito alcuni suoi impianti nelle gallerie della Gardesana occidentale, a chiedere la requisizione degli 11 locali della villa per ospitarvi gli uffici. Dal 2004 Villa Boghi è sede del Municipio. Vi si può accedere sia da Via IV Novembre che da via Tamas, nei pressi del capitello dedicato a San Giovanni Nepomuceno. Nel grande parco, aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 9 alle 20.00, sono stati sistemati con cura la limonaia, i vialetti, le aiuole. Numerosi sono gli agrumi, gli olivi, i cipressi, le palme e le piante esotiche. Nella parte nord del giardino è stato posizionato il busto di San Daniele Comboni (1831-1881), opera del 1981 di Hans Oberstaller.